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LogoIl secondo sondaggio proposto sul sito dalla Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale invitava gli utenti ad esprimere la propria opinione sul tema del rapporto tra tecnologia e cultura e sulle applicazioni che il MiBAC ha sviluppato per favorire la conoscenza e la diffusione del patrimonio culturale.

Tra gli scopi del sondaggio: verificare fino a che punto la tecnologia sia percepita dagli utenti quale strumento indispensabile per conoscere e comunicare cultura.

Risultato scontato? Non proprio, come si ricava dall’analisi incrociata delle risposte, qualche volta contraddittorie.

Il profilo del partecipante è decisamente quello di una donna, (71,16% dei votanti*) giovane, (quasi il 63% ha un’età compresa  tra i 18 ed i 35 anni di età)  e di cultura medio alta (complessivamente il 90 % ha un titolo di studio superiore ed universitario) che non apprezza troppo l’interazione tra tecnologia e cultura (il 51,16%) ma, pragmaticamente (97% dei casi), riconosce ed ammette che la tecnologia è uno strumento utile per migliorare la diffusione e la fruizione della cultura. Quasi un plebiscito di consensi  in tal senso, dunque.

Ma è indubbio che in queste risposte emergono alcune incoerenze che meritano maggiore attenzione: da un lato non si apprezza l’interazione tra tecnologia e cultura e contemporaneamente si riconosce alla tecnologia il suo ruolo strategico nel processo di fruizione.  Una chiave di interpretazione potrebbe  risiedere nella fascia d’età  delle partecipanti: quel 63% già citato che arriva ai 35 anni cui però si deve aggiungere un 46% di età superiore ai 35 anni.

Fasce d’età che rientrano solo in minima parte o non rientrano affatto nella categoria culturale ‘nativi digitali’ quella per intenderci che è sempre più precocemente  usa a mediare l’informazione dalla tecnologia, a tutti i livelli.

Le partecipanti al sondaggio, tuttavia, debbono osservare con molta attenzione questo  fenomeno sociale, probabilmente nel loro ruolo di madri che vivono il fenomeno attraverso i figli. Di qui, probabilmente la valutazione sull’assoluta utilità della tecnologia che migliora la diffusione e la fruizione della cultura.

Procedendo con l’analisi dei risultati veniamo a sapere che di tutte le applicazioni i-MiBAC (conosciute dal 53% dei partecipanti) la più gradita è i-MiBAC Top 40 (35%), seguita da i-MiBAC Voyager (25%) e dalle applicazioni i-MiBAC Cinema Venezia (9%), i-MiBAC Cinema Torino (8%) ed  i-MiBAC Cinema Roma (4%).

Solo un 7% delle preferenze è andato, invece, con una certa sorpresa, a 150 Italiamobile, sviluppata per celebrare il 150° anniversario dell’unità d’Italia.

Veniamo ora ad un altro aspetto interessante del sondaggio: l’opinione sull’utilità complessiva delle applicazioni. Il 43% dei partecipanti risponde affermativamente. Soddisfatto o molto soddisfatto risulta essere  l’87%, a fronte di un 21 % che si dichiara invece appena o per nulla soddisfatto.

Una spinta all’uso delle applicazioni  non è tanto,  la gratuità del servizio offerto, che risulta essere un incentivo solo per il 18%, quanto l’interesse nei confronti delle potenzialità che la tecnologia racchiude (55%) insieme ad una certa voglia di ‘autoformarsi’ da parte dell’utente prima di visitare  un  Museo od un Sito  (41%).

In generale i partecipanti al sondaggio si ritengono soddisfatti delle applicazioni MiBAC e, nel 60% dei casi, ne auspicano un ampliamento.

icona pdf Risultati del sondaggio "Tecnologia e Cultura"

 


* I votanti sono 215.

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