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Presentato il Volume Legge N.77 del 2006 "Il Libro Bianco"

LogoRoma, 16 Gennaio 2014 - "Il metodo di lavoro portato avanti con la legge 77/2006, relativa alle misure di tutela e fruizione dei siti italiani Unesco (nel 2013 sono diventati 49), andrebbe applicato a tutto il lavoro del ministero dei Beni culturali e del turismo, perche' la loro valorizzazione e' la chiave di volta per far divenire il nostro straordinario patrimonio il motore di sviluppo di questo paese, che ha purtroppo perso altre vocazioni produttive", afferma il sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni in apertura del dibattito sul "Libro bianco sulla legge 77/2006", realizzato dalla Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale, diretta da Anna Maria Buzzi, ricco di interventi, edito da Rubettino e presentato oggi alla sala S.Marta a Roma.

Un patrimonio importante e spesso fragile, come nel caso dei siti archeologici, che ha bisogno costante di tutela, che e' il compito del ministero ''anche se in questo momento mancano anche le risorse per la manutenzione ordinaria'', e di valorizzazione che dovrebbe portare, con l'aumento di visitatori, anche ossigeno sul piano economico.

Il sottosegretario definisce quindi ''mortale per il nostro sistema chi mette in contrapposizione tutela e valorizzazione come fossero cose contrapposte''. Si dichiara d'accordo il presidente della Commissione italiana Unesco Giovanni Puglisi, che cita Theodor Adorno e la sua critica (in ''Prisma'') ''alla museificazione dei beni culturali, che vanno conservati ma anche vivificati per non farne cimiteri dell'arte''.

Puglisi ricorda che siamo l'unico paese ad avere una legge relativa ai siti Unesco e il presidente dell'Associazione citta' e siti Unesco, il sindaco di Assisi Claudio Ricci, sottolinea come sia stata trainante per l'elaborazione dei Progetti di gestione, dando un sostegno importante specie per le localita' piu' piccole e meno ricche, tanto che nel 2014 dovrebbero essere approvati quelli di tutti, in via definitiva, mentre si sono elaborati progetti ritenuti sempre piu' prioritari all'interno dei Piani.

Sono stati 230 i progetti finanziati con la 77/2006 (su oltre 400 presentati) cui e' andata una media di 70 mila euro l'uno, ''ma con un metodo a pioggia che non incide sulla valorizzazione dei siti'', come nota il presidente della Commissione italiana, ricordando che il 27% delle somme sono bloccate da progetti poi non avviati o non rendicontati.

Su quest'ultimo aspetto, punta il dito contro la Regione Sicilia che ha un ennesimo primato negativo con il 60% dei fondi relativi ai Siti non rendicontati, per invitare ad avere il coraggio di veicolare i futuri e ulteriori finanziamenti privilegiando chi ha dimostrato di avere una gestione virtuosa.

Il problema e' pero' che la legge ha potuto mettere, nei sei anni del suo funzionamento, a disposizione dei Siti 17 milioni 815 mila euro (che sono poco piu' di 2 milioni 700 mila euro l'anno): "una cifra irrisoria, anche se non irrilevante, vista nell'attuale panorama dei fondi per la cultura". Puglisi cita quindi l'intervento di Valeria Esposito nel Libro bianco che rileva "alcune incongruenze tra gli ambiti tematici e gli indirizzi di intervento dettati dalla legge" cui bisognerebbe mettere riparo, come si dovrebbe l'omissione relativa a progetti di prevenzione rispetto ai disastri naturali, di cui si sono viste le conseguenze più volte, che servirebbe anche ad attuare la Convenzione di Riga del 1954 proprio sulla tutela preventiva del patrimonio.

Un incontro ''di grandissima utilità'' l'ha definito la Borletti Buitoni, per riparare a quel declassamento paradossale che ha subito l'Italia dal 1970 a oggi rispetto al numero dei flussi turistici, scendendo dal primo (ora tenuto dalla Francia) al quinto posto, superata anche dalla Cina che allora era al 17 posto, come ha ricordato Anna Maria Buzzi, sottolineando come il governo Letta abbia posto tra i punti per il rilancio del Paese la valorizzazione del patrimonio culturale.

Fonte dati: ANSA

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