DG VAL

Servizi Educativi

S’ed - Centro per i Servizi educativi del museo e del territorio

Il Centro per i Servizi educativi del museo e del territorio coordina il sistema dei Servizi educativi statali presenti nei luoghi della cultura del nostro Paese: musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali.

Questo compito, sancito fin dall’istituzione della struttura nel 1998, comprende una serie di azioni che rientrano in quanto stabilito  nell’Atto di indirizzo per gli standard museali (D.M. 10.V.2001, Ambito VII)  e nel  Decreto Legislativo del 22 gennaio 2004, n. 42, in riferimento ai rapporti del museo con il pubblico e alla  promozione di   attività di studio e ricerca e di diffusione della conoscenza del patrimonio culturale.

Dal 2009, il Centro fa parte della nuova Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale.

Uno degli obiettivi della struttura, forse il più impegnativo, è sollecitare le aspettative, e conseguentemente formare la sensibilità dei cosiddetti “non pubblici” nel campo della valorizzazione del patrimonio culturale. Un segmento cui si dedicano anche organismi internazionali come l’ICOM Unesco (International Council of Museums), che attraverso il suo comitato CECA (Educazione Azione Culturale) promuove le iniziative di sensibilizzazione  di quegli strati sociali che per differenti motivi, sono distanti dal museo e dalle sue politiche educative. Il Centro è iscritto ad ICOM e rappresentato in CECA, come struttura di formazione e di documentazione della didattica statale in Italia, prototipo dei centri di studio e ricerca previsti dall’articolo 118 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, come luogo di messa in rete di esperienze e progettualità del territorio.  Esperienze e progettualità tra cui spiccano molte  ‘buone pratiche’ spesso di grande qualità scientifica e capaci di innescare sul territorio eccellenti ricadute formative, ma purtroppo ancora troppo poco note, perfino all’interno del  circuito specialistico di cui fanno parte.




Le attività

Buone pratiche. Un termine dietro il quale ci sono progetti sperimentali e sistemici, prodotti didattici, sussidi e materiali per insegnanti e alunni, attività di formazione e aggiornamento, seminari, conferenze, laboratori pratici, percorsi multisensoriali, concorsi, visite tematiche, giochi didattici, servizi tecnologici e archivi di informazione e  documentazione tradizionali, esperienze di inclusione sociale, promossi per consolidare la conoscenza dei beni  culturali nel pubblico che in mille modi è già vicino e interessato al tema, un fruitore ‘abituale’ o prossimo ad esserlo, ma soprattutto per avvicinarsi a quel  pubblico che ancora non c’è.

E’ questa la materia di cui si occupano il Centro, con iniziative sperimentali e innovative,  e il sistema dei Servizi educativi, una significativa e determinante presenza sul territorio, al servizio del sistema nazionale e del pubblico tutto. Per questo e con questo pubblico e non pubblico del museo, termine qui usato con la più ampia e totalizzante accezione di patrimonio culturale, si lavora allo scopo di diffonderne la conoscenza e favorirne la fruizione, cercando di migliorare la qualità del servizio offerto  attraverso una costante ricerca pedagogica laboratoriale e sperimentale cui partecipano più soggetti e professionalità del patrimonio e della mediazione culturale.

Il monitoraggio

Cosa fa di una pratica educativa una buona pratica? Un altro dei compiti del Centro è quello di monitorare  e analizzare i progetti e le esperienze, valutarne obiettivi e risultati, fornire un sostegno metodologico per contribuire a diminuire  le  criticità e migliorare  le strategie di  lavoro tra i diversi soggetti che condividono un progetto educativo in partenariato: sistema scolastico nazionale, istituzioni, associazioni e, più ampiamente, territorio.

Un monitoraggio destinato ad avere sempre maggior interesse, data anche la rapida evoluzione dei sistemi di comunicazione e delle innovazioni tecnologiche e le esigenze educative di una scuola profondamente mutata che spingono a trovare nuovi sistemi di comunicazione, per non rischiare l’inefficacia di un processo di crescita della persona che ha nel patrimonio culturale uno dei veicoli più potenti.

Due almeno le dirette conseguenze delle attività di monitoraggio.

La prima è  la necessità di  promuovere con regolarità corsi di  formazione sulla didattica del patrimonio culturale  in cui si affrontino temi ‘caldi’, si presentino casi di studio, si rafforzi il dialogo con il territorio. L’ultimo dei corsi promossi dal Centro per il   personale interno all'Amministrazione (ottobre 2010), si intitolava Una ‘rete’ di idee per il patrimonio culturale: un modo emblematico per sottolineare l’urgenza di analizzare i cambiamenti in atto nel sistema scolastico italiano, le modalità di comunicazione del patrimonio  al  pubblico, valutare i risultati ottenuti, avviare un processo di miglioramento del prodotto.

La seconda, tutelare le buone pratiche educative, che sono il frutto della riflessione attenta e dell’impegno professionale dei responsabili dei servizi educativi e impedire che divengano semplice materiale d’uso che si consuma nel tempo senza lasciare traccia. A questo scopo è stato creato il Marchio S’ed che valorizza le iniziative e le innovazioni nel campo dell’educazione al patrimonio. Grazie al Marchio, registrato presso la Camera di Commercio di Roma, si può tutelare creatività e progetto, e ‘legare’ il prodotto, ma anche la procedura,  al suo progettista e all’istituzione di appartenenza.


Approfondimenti

Didattica speciale per pubblici con esigenze speciali


Il Servizio II  supporta il Direttore Generale nelle attività relative all’applicazione degli articoli 118 e 119 del Codice, per il tramite del Centro per i Servizi educativi del museo e del territorio, anche in relazione al pubblico con disabilità  così come stabilito nel Decreto Ministeriale del 20 luglio 2009. In virtù di tali attribuzioni e in forza delle esperienze maturate nel settore della didattica speciale, sono stati siglati  alcuni importanti  protocolli d’intesa con i maggiori Organi nazionali di tutela e rappresentanza  delle persone con disabilità.

Continua a leggere

Elenco dei Servizi educativi statali


I Servizi educativi sono presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale. Ciascuna regione ha, all’interno delle sue Direzioni regionali e delle sue Soprintendenze, un articolato sistema di sevizi educativi che progettano, promuovono e realizzano itinerari didattici e laboratori all’interno dei musei e dei luoghi della cultura di loro pertinenza.

Consulta l'elenco

 

Condividi su:

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn